Dipendenze Affettive

“Un’esperienza di droga assorbe la coscienza di una persona e,come un analgesico, allevia le sue ansie e le sue sofferenze. Forse non c’è nient’altro che possa attutire altrettanto bene la nostra consapevolezza quanto una relazione sentimentale di un certo tipo. Un rapporto di dedizione totale è caratterizzato dal desiderio della presenza rassicurante di un’altra persona. Il secondo criterio per riconoscerla è il fatto che diminuisce la capacità di rendersi conto degli altri problemi che ci affliggono” (Peele S., “Love and Addiction”, 1975).

L’affettività è una componente essenziale della nostra vita e il sentimento d’amore, nelle sue diverse forme, rappresenta una importante capacità e, al contempo, un naturale e profondo bisogno di ogni essere umano.

E’ dunque legittimo associare una tale condizione di piacevolezza e di benessere, come il sentimento d’amore, ad uno stato di dipendenza patologica?

Il fenomeno della Dipendenza Affettiva è una condizione psicologica che può essere definita come “un forte bisogno di legame nei confronti di un oggetto da cui dipendere in maniera emotiva e concreta, al punto da sviluppare un attaccamento totalizzante e una grande paura relativamente alla sua separazione”.

Amare “troppo” non significa legarsi a molti partner o innamorarsi troppo spesso, né amare qualcuno in modo troppo intenso e profondo; in realtà significa sviluppare una relazione ossessiva di attaccamento e pretendere di chiamare amore questa ossessione. Essa può manifestarsi sia all’interno di una relazione di coppia, sia nella relazione con un genitore o con un altro familiare, con una figura amicale o una persona d’autorità. Il soggetto con Dipendenza Affettiva sembra avere difficoltà ad attribuirsi il giusto valore, a stabilire confini efficaci, a riconoscere la propria identità, a individuare e soddisfare i propri bisogni e desideri, ad avere un comportamento e delle reazioni moderate, senza riuscire a rendersi conto di essere egli stesso ad assoggettarsi a qualcosa di esterno, ad accordare a questo oggetto tutto il potere che assume sulla propria esistenza.

La Dipendenza Affettiva rientra nella più ampia categoria delle cosiddette “New Addictions” o Nuove Dipendenze.

Secondo l’Analisi Bioenergetica in particolare la dipendenza si instaura a causa di una ferita fondamentale che può avvenire in varie fasi dell’infanzia e che può assumere connotazioni diverse; quanto più sarà precoce, quanto più intaccherà il diritto all’esistenza dell’individuo e la consapevolezza del “io sono” separato dall’altro, con la conseguente mancanza dello sviluppo di un’identità ben precisa.

Tale condizione rappresenta una delle la principali cause di sofferenza psichica che spesso viene sottovalutata, ma che caratterizza la vita quotidiana di molte persone, oltre che una delle più subdole, in quanto capace di nascondersi sotto le sembianze sociali di una apparente felicità affettivo - relazionale che spesso si trasforma in una vera gabbia esistenziale da cui il dipendente non riesce ad uscire, pur essendo consapevole della sua esistenza.

 

“[…] in fondo avevo incontrato una persona come desideravo e averla persa mi fa male… Non mi va di vivere così… Neanche vivere con un’altra persona, sarebbe solo una ripetizione, un consolarsi così..tanto per fare qualcosa… Non mi interessa, non posso stare con nessuno… ho amato solo F., mi piaceva solo lui...

Non potrei stare insieme ad un'altra persona perché tanto penserei sempre a lui.

[…] penso alle cose positive di quando siamo stati insieme… Ci siamo divertiti.. Non le cose negative. Le cose negative si cancellano. Io penso a tutto quello di positivo che c’è in lui e che lui non fa fuoriuscire… quello è il rammarico, quello è il dolore più grosso. Io potevo stare bene con lui e invece non mi è toccato.

Sono solo una spettatrice che aspetto che lui si decida a fare qualcosa di positivo per se stesso. Non ci sono io..

Prima almeno ero accanto a lui…era già qualcosa.. Anche se ci stavo male e avevo paura, era lì… Tanto lo sapevo che prima o poi doveva finire tutto… E’ stato uno stillicidio anche quello..se venivo via era una tragedia, se rimanevo doppia tragedia.. non sapevo mai cosa fare. Ero lì, ferma. Avevo paura quando si comportava male… Ma a cose normali, quando stava bene ed era se stesso, io ci stavo bene  con lui…non mi veniva in mente di stare  con un’altra persona o di lasciarlo.. Il mio “Ti Amo” per F. era per sempre.

Mi sapeva anche amare…sapeva sempre sorprendermi.. Mi amava veramente..  Mi  piaceva come mi amava e un altro così non lo trovo.” (R.)