Attacchi di Panico

“… provo un senso di soffocamento alla gola e una forte tachicardia, mi sembra che il cuore esploda. Poi quando cammino tremo, ho come una sensazione di buio, non riesco ad andare avanti.. Un’oppressione al petto…” (T.)

La descrizione di un attacco di panico da parte di un paziente di ogni età, segue un modello costante: “Mi sento morire… mi manca l’aria… il cuore batte all’impazzata… ho paura di perdere il controllo… Chi non l’ha provato non può capire quanto si soffra”. 

Un attacco di panico è  un intenso periodo di paura e disagio, decisamente brusco e inaspettato all'inizio, protratto solitamente per non più di 30 minuti. I sintomi tipici sono rappresentati da una respirazione superficiale, tremori, nausea, vertigini, sudori, batticuore, dolori addominali e sensazioni piuttosto spiacevoli di formicolio, soffocamento e asfissia.

Gli attacchi di panico vengono percepiti generalmente come stati emotivi molto violenti, dalla paura di impazzire o addirittura di morire, sino alla sensazione di perdita del controllo o del comportamento. È abbastanza frequente che gli attacchi si ripetano in modo continuo nel tempo e, se non vengono curati tempestivamente, possono peggiorare a tal punto da rendere impossibile la vita di una persona, condizionandola pesantemente. 

Infatti l’attacco di panico non è sempre indicativo di un disturbo psicologico, ma il prolungarsi di questo stato provoca un vero e proprio effetto debilitante, dovuto a un circolo vizioso per cui i sintomi mentali accrescono quelli fisici e viceversa.

Il singolo episodio sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per "paura della paura" che altro. La persona si trova rapidamente invischiata in un circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta "agorafobia", ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.

Diventa così molto problematico uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.

La persona inizia a preoccuparsi sempre con maggior frequenza delle possibili implicazioni degli attacchi di panico e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi stessi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi.

Ansia 

L'ansia, è connotata da varie sensazioni per lo più spiacevoli fra cui il timore, la paura, l'apprensione, la preoccupazione, la sensazione che le cose possano sfuggire di mano, il bisogno di trovare una soluzione immediata e, nel caso di esposizione prolungata, la frustrazione e la disperazione.

L’Ansia, però, è, prima di tutto, un'emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo psicologico di risposta allo stress, il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo prima ancora che quest'ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all'esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall'altro, all'evitamento e alla eventuale fuga. È per questo motivo che tutti noi abbiamo provato e proviamo ansia e, allo stesso tempo, siamo capaci di comprendere facilmente l'ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d'animo. L'ansia è insomma un'emozione fondamentale e del tutto spontanea, che ha la funzione di proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all'azione e contemporaneamente motivandoci all'interazione con il mondo circostante.

Tuttavia può accadere che non si sia capaci di superare del tutto una situazione di pericolo, oppure che allo stato d'allarme e attivazione non corrisponda un pericolo reale da fronteggiare e risolvere; in tal caso l'ansia si trasforma da risposta del tutto naturale e adattiva a sproporzionata o irrealistica preoccupazione, ed assume una connotazione di un disturbo psichico, perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione, divenendo piuttosto un elemento di disgregazione della personalità. È così che l'ansia perde la sua funzione adattiva tesa a favorire il rapporto con l'ambiente, provocando al contrario disadattamento e perdita di contatto con l'ambiente stesso. Quando ciò accade la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, in genere di tipo patologico, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente.