Disturbi dell'alimentazione

Talvolta quel fatidico “mi sento grassa” si risolve in una semplice sensazione di inadeguatezza passeggera, ma può anche indurre comportamenti che sfociano in un vero e proprio problema. Quella «malattia in cui scivoli senza accorgertene».

Alcuni adolescenti infatti restano letteralmente intrappolati nel meccanismo, continuando a mangiare troppo poco e/o a fare molta attività fisica per perdere peso, anche quando raggiungono una magrezza tale da mettere a rischio la salute o la loro stessa vita. Questa condizione si chiama anoressia nervosa.

In altri casi, la dieta dà origine a una fame incontrollabile che porta ad abbuffarsi fino a stare male, per eliminare poi il cibo introdotto in eccesso con il vomito. Qui invece il problema si chiama bulimia nervosa.

Riassumendo i passaggi: prima si prova un crescente senso di inadeguatezza e di insoddisfazione fisica, poi ci si mette a dieta ferrea – comportamento molto diffuso tra le donne giovani e meno giovani - e infine, per chi è più sensibile e vulnerabile, si ripiega su comportamenti sempre più esasperati ed estremi. In quel momento scatta il primo forte segnale di allarme: ciò che poteva sembrare un passaggio critico della crescita, un momento di difficoltà temporanea che nessuno può evitare, non lo è più e si comincia a parlare di Distrurbo del Comportamento Alimentare (DCA). Visibile nel caso dell’anoressia nervosa poiché fa sbucare le ossa dalla pelle, e per lo più invisibile nella bulimia nervosa. In questo caso, infatti, il peso corporeo si mantiene entro la normalità, sia pure a costo di digiuni e abbuffate segrete.

 

Il Binge Eating Disorder (sindrome da alimentazione incontrollata) è, invece, un disturbo del comportamento alimentare che solo di recente è stato descritto in modo chiaro ed esaustivo.
È caratterizzato dalla presenza di “abbuffate” non accompagnate però da strategie per compensare l’ingestione di cibo in eccesso. Le persone che manifestano questo disturbo assumono, in un tempo limitato, quantità di cibo esagerate, con la sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare. Queste situazioni si ripetono anche più volte la settimana anche in momenti in cui non si ha una sensazione fisica di fame. A differenza dalla bulimia non si riscontra il circolo vizioso tra i tentativi di restrizione, l’abbuffata e i comportamenti eliminativi. Il problema principale sembra consistere in una difficoltà a controllare l’impulso ad alimentarsi. Il disturbo da alimentazione incontrollata è correlato all’obesità anche se tale caratteristica non è necessaria per la diagnosi di BED. La difficoltà ad inquadrare questa situazione è legata alla definizione di abbuffata e ai fattori che possono favorirne la persistenza. L’abbuffata, così come avviene nella bulimia nervosa, viene definita dalla sensazione di perdita di controllo, dal senso di colpa e dai pensieri negativi che la accompagnano. Nei soggetti BED è frequente la presenza di un quadro psicologico problematico caratterizzato dalla depressione, dall’insoddisfazione corporea e da un comportamento alimentare variamente disturbato.